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		<title>Eventi a Vicenza? La Gata e la pasticceria italiana</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 16:02:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Sprelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prodotti di qualità]]></category>
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		<category><![CDATA[pasticceria italiana]]></category>
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		<description><![CDATA[Verranno presentati in Piazza Castello a Vicenza i nuovi prodotti dei pasticceri del Consorzio La Gata. Appuntamento sabato 20 marzo 2010 dalle 14.00.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si svolgerà in Piazza Castello a Vicenza, il prossimo 20 marzo, la presentazione pubblica dei nuovi prodotti del Consorzio La Gata. Tutto il pomeriggio, a partire dalle 14.00, sarà dedicato all’assaggio di quelli che sono, scherzosamente, definiti in dialetto i <em>Gatei</em>, ovvero i gattini. I pasticceri del consorzio vicentino durante il pomeriggio si alterneranno per illustrare al pubblico metodi di lavorazione e segreti di tutti i prodotti in degustazione. Dolci e biscotti che rappresentano gli ingredienti selezionati del territorio.  Sono 21 i nuovi dolci che i soci pasticceri del Consorzio La Gata hanno messo a punto, tutti prodotti artigianali,  realizzati con materie prime selezionate, sapienza e passione dai pasticceri artigiani vicentini.</p>
<p>La Gata è il dolce tipico vicentino, nato nel 2005 dal lavoro congiunto di sette pasticceri artigiani, che hanno unito il loro lavoro per realizzare un dolce che fosse espressione dei Colli Berici, ma forte esempio della pasticceria italiana e della tradizione. Semplici e genuini gli ingredienti utilizzati: farine di grano e di mais vicentine, latte e burro di latteria, grappa vicentina, miele di acacia, mandorle e cacao. L’unico segreto sta nell’uso degli stessi, nella capacità che hanno gli artigiani di miscelarli per ottenere un risultato che sia all’altezza delle aspettative dei consumatori. Eventi a Vicenza? Appuntamento dolciario sabato 20 marzo dalle 14.00 in Piazza Castello a Vicenza. Per informazioni <a href="http://www.lagata.it/" >www.lagata.it</a>.</p>
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		<title>Corso di Sommelier con l’Alma Scuola Cucina</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 15:29:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Sprelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Etichette e Cantine]]></category>
		<category><![CDATA[alma scuola cucina]]></category>
		<category><![CDATA[associazione nazionale sommelier]]></category>
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		<description><![CDATA[Grazie alla collaborazione con AIS, ad ALMA, il prestigioso ateneo enogastronomico di Colorno, prende il via un Master per i Sommelier professionisti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha preso il via poco più di tre settimane fa la prima edizione del Master Sommelier  organizzato dall’AIS presso la sede di ALMA, scuola cucina nella Reggia di Colorno, in provincia di Parma. Il Master è strutturato per fornire conoscenze teorico-pratiche molto avanzate in campo enogastronomico, con particolare attenzione agli strumenti più adatti alla comunicazione, alla gestione ed alla promozione del prodotto vino.<strong></strong></p>
<p>Il corso sommelier, che si svilupperà in 20 giornate, prevede un articolato programma didattico costituito da lezioni teoriche e degustazioni guidate dedicate a vini d’alto livello, il tutto supportato da ulteriori approfondimenti con formazione a distanza, al fine di garantire una preparazione integrata e in linea con le esigenze professionali di un moderno sommelier. Sino a luglio, molte giornate saranno inoltre dedicate alle uscite didattiche, nei territori che meglio rappresentano la produzione vinicola d’alta qualità in Italia, per capire come nascono le specifiche identità territoriali e come viene mantenuta e trasmessa l’eccellenza qualitativa raggiunta. Sono poi previsti stage e attività lavorative “sul campo”, affinché la formazione ricevuta possa essere applicata nel concreto e immediato. E che questo Master, unico nel suo genere, rappresenti un vero e proprio tramite fra la teoria dell’eccellenza e la sua applicazione sul mercato del lavoro.</p>
<p>Direttore del Master è il sommelier Luigi Bortolotti, Rossella Romani ne è il tutor scientifico. La formazione è affidata a docenti universitari, professionisti ed esperti dei diversi settori professionali, docenti Alma e a sommelier di comprovata esperienza e capacità.</p>
<p>Ais ed Alma hanno altresì messo a disposizione interessanti borse di studio per quanti, tra i più meritevoli, desidereranno approfondire sul campo la conoscenza di un argomento specifico. Per maggiori informazioni: Alma – Scuola Internazionale di Cucina, tel. +39 0521 525221</p>
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		<title>Gualtiero Marchesi al Museo Castello Sforzesco di Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 12:07:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Spinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[eventi culturali milano]]></category>
		<category><![CDATA[Gualtiero Marchesi]]></category>
		<category><![CDATA[la grande cucina italiana]]></category>
		<category><![CDATA[mostra gualtiero marchesi]]></category>
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		<description><![CDATA[Saranno Milano e il Museo Castello Sforzesco a ospitare per otto settimane, dal 17 aprile al 20 giugno 2010, una grande mostra dedicata al maestro chef Gualtiero Marchesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Saranno Milano e il Museo Castello Sforzesco a ospitare per otto settimane, dal 17 aprile al 20 giugno 2010, una grande mostra dedicata al maestro chef Gualtiero Marchesi.</p>
<p>Non una semplice “mostra” celebrativa, ma un lungo viaggio che di-mostra ed emoziona, coinvolgendo lo spettatore in un percorso che svela e incrocia storie di luoghi e persone, ricostruendo filo per filo la trama di una vicenda molto più ampia che ha per tema la ricerca del gusto e la forma del cibo. Realtà e sogno diventano un tutt’uno, coinvolgendo lo spettatore in una forma di apprendimento e d’iniziazione, che è stupore e immaginazione insieme.</p>
<p>Quando la cucina riesce a interpretare il tempo e lo spazio, cogliendo i cambiamenti in atto e gli eventi culturali di Milano e d’Italia, salvaguardando le conoscenze così da tracciare una via alternativa, svolge la stessa funzione dell’arte. Riesce, in sintesi, a catalizzare l’aspetto materiale e quello spirituale, fornendo un quadro del passato e una visione del futuro. “La mostra Storiæ d’Italia, <a href="http://www.italiasquisita.net/tag/gualtiero-marchesi" ><strong>Gualtiero Marchesi</strong></a> e la Grande Cucina Italiana” si sviluppa su tre piani: l’esposizione vera e propria che occuperà tre sale per un totale di settecento metri quadrati, le dimostrazioni pratiche sulle tecniche che insieme fanno il mestiere del cuoco e una serie di incontri in cui sarà coinvolta la città.</p>
<p>L’intero programma avrà per leit motiv il numero sette come sette sono le pennellate, paragonabili alle note musicali, dei menu di Gualtiero Marchesi. Il curatore della mostra è l’architetto Giovanni Leone. Questa è stata ed è la storia personale e professionale di Gualtiero Marchesi. E scusate se è poco. Informazioni: <a href="http://www.marchesi.it/" >www.marchesi.it</a> oppure <a href="http://www.milanocastello.it/" >www.milanocastello.it</a></p>
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		<title>Pino Lavarra al Baglioni Hotel di Londra</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 10:36:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Sironi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
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		<category><![CDATA[hotel 5 stelle londra]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Ristorante Brunello del Baglioni Hotel accoglie nella sua cucina Pino Lavarra, Chef due stelle Michelin del ristorante Rosselinis di Ravello, a Palazzo Sasso]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ristorante Brunello dell’<a href="http://www.baglionihotels.com/en/destinations/london/baglioni-hotel/hotel" >Hotel Baglioni di Londra</a>, Hotel 5 stelle lusso della capitale inglese, avrà come ospite, per una settimana, <a href="http://www.italiasquisita.net/tag/pino-lavarra" >Pino Lavarra</a>, Chef due stelle Michelin del ristorante &#8220;Rosselinis&#8221; dell’albergo ”Palazzo Sasso” di Ravello, sulla Costiera Amalfitana.<BR><BR>Durante tutto l’anno al Brunello sono in programma eventi speciali per deliziare anche il più esigente buongustaio. Durante il 2010, il Brunello ospiterà grandi chef stellati Michelin provenienti da alcuni dei più celebri ristoranti d’Italia, permettendo ai suoi ospiti di godere dei loro favolosi menu e della loro esperienza culinaria proprio nel centro di Londra.<BR><BR>Il primo evento sarà quello con lo<a href="http://www.italiasquisita.net/chef-pino-lavarra" > Chef Pino Lavarra</a>, che presenterà i suoi piatti per 4 serate, dal 10 al 13 marzo. Gli ospiti del Brunello di Kensington avranno l’opportunità di gustare piatti di un menu creato con passione come la “Bistecca di tonno servita con purè di melanzane bianche, patate al soufflé e salsa al profumo di capperi” seguita da un “Soufflé al limone di Amalfi” con un “Sorbetto al lampone e alla birra”.<BR><BR>Il Baglioni Hotel di Londra appartiene al Gruppo Baglioni, nato nel 1973, che ha ad oggi 15 strutture in Italia (Bologna, Firenze, Milano, Roma, Verona, Venezia e Punta Ala), Francia (Aix-en-Provence, Champillon-Epernay, Saint Paul de Vence, Mirambeau-Borbeaux, Bort L’Etang Auvergne) e UK (Londra). Con sede a Milano Baglioni Hotels conta oggi 800 dipendenti.<BR><BR>Per prenotazioni: Brunello Restaurant, Tel. + 44 020 7368 5900</p>
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		<title>Chef Pino Lavarra</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 10:32:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Sironi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pino Lavarra, giovane chef intraprendente che oggi conquista palati italiani e internazionali con la sua cucina a 2 Stelle Michelin sulla costiera amalfitana]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italiasquisita.net/tag/pino-lavarra" >Pino Lavarra</a><BR><BR>La passione di Pino iniziò in Puglia nella cucina della madre e progredì passando da una regolare formazione alla scuola alberghiera alle più importanti cucine del mondo. L’esperienza in Germania e a Londra fu seguita da quella che trascorse in Malesia, dove ampliò la sua conoscenza delle spezie esotiche e delle tecniche orientali, che oggi arricchiscono le sue creazioni. Nel 1997, un vecchio amico e un celebre chef italiano, Antonio Genovese, chiese a Pino di unirsi a lui nell’apertura di un nuovo albergo 5 stelle lusso a Ravello, sull’affascinate Costiera Amalfitana, Palazzo Sasso. Lavorando qui, Pino si innamorò degli aromi mediterranei e degli abbondanti prodotti naturali tipici del territorio.<BR><BR>L’anno successivo, Pino ebbe la fortuna di trascorrere un po’ di tempo in uno dei ristoranti di classe più conosciuti al mondo, il Raymond Blanc’s Manoir alle Quat’ Saisons. Qui, come Sous Chef, affinò la sua attuale esperienza mondiale.<BR><BR>Nel 2001, ritornò a Palazzo Sasso come Executive Chef del Rossellinis, ristorante dell’albergo, e da allora offre agli ospiti dell’albergo una cucina campana raffinata ed elegante, con piatti che sposano innovazione e ingredienti tradizionali.<BR><BR>Negli ultimi anni, diversi premi culinari sono stati conferiti allo Chef Lavarra. L’Accademia Americana di Scienze dell’Ospitalità l’ha riconosciuto come “Uno dei Migliori Chef al Mondo”. Conde Nast Traveler, in diverse occasioni, gli ha conferito un punteggio perfetto nelle categorie “Migliore per il cibo” per un albergo europeo e nel 2009, Virtuoso chiamò il Rossellinis “Migliore Esperienza Culinaria”. <BR><BR>Nel 2004, la passione e le abilità dello Chef Lavarra furono ricompensate quando gli venne concessa una seconda stella Michelin. Oggi lo Chef viaggia ancora per il mondo con il desiderio di imparare e di crescere, lasciandosi ispirare da posti come il Giappone, che lo aiutano ad affinare costantemente le sue creazioni e ad espandere la sua creatività.</p>
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		<title>Video Intervista a Luigi Cremona e Antonio Paolini</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 08:50:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Sironi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intervista doppia a due grandissimi critici enogastronomici italiani: Luigi Cremona, curatore delle guide del Touring, e Antonio Paolini, giornalista e critico enogastronomico; 15 domande per scoprire chi sono e cosa pensano le grandi voci dell&#8217;alta cucina italiana.Dopo le interviste ai migliori chef italiani arrivano le voci dei critici! 15 botta e risposta per far conoscere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista doppia a due grandissimi critici enogastronomici italiani: Luigi Cremona, curatore delle guide del Touring, e Antonio Paolini, giornalista e critico enogastronomico; 15 domande per scoprire chi sono e cosa pensano le grandi voci dell&#8217;alta cucina italiana.<BR><BR>Dopo le interviste ai migliori chef italiani arrivano le voci dei critici! <BR><BR>15 botta e risposta per far conoscere il carattere di due dei più famosi critici enogastronomici italiani, per l&#8217;appunto Luigi Cremona e Antonio Paolini. Un&#8217;intervista simpatica a cui si sono prestati perchè davvero forse non c&#8217;è cucina italiana senza critica e senza esperti, e loro di certo lo sono. Capaci, oltre che di esprimerre un giudizio, di aiutare a migliorare, che è la cosa più importante, e di far conoscere la grande cucina italiana nel mondo. <BR><BR>Ringraziamo quindi i due critici per aver risposto alle nostre domande, durante la permanenza di ItaliaSquisita al congresso italiano della cucina d&#8217;autore Identità Golose 2010.<br/>
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		<title>Ricette di Grandi Chef:calamaretti ripieni di verdure e crostacei</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 08:36:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Sironi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grandi Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[calamaretti ripieni di verdure]]></category>
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		<category><![CDATA[Romano Franceschini]]></category>

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		<description><![CDATA[Continuano le Ricette di Grandi Chef: per voi squisiti calamaretti ripieni preparati da Romano Franceschini e Famiglia.Una cucina d'autore buona, genuina e capace di stupire]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><BR><BR>Ristorante Romano<br/>
di <a href="http://www.italiasquisita.net/tag/romano-franceschini" >Romano Franceschini e famiglia</a><BR><BR>Calamaretti ripieni di verdure e crostacei <BR><BR>Ingredienti per quattro persone :<br/>
calamaretti kg 1 da pulire<br/>
carote gr. 150<br/>
zucchini gr. 150<br/>
2 foglie di basilico<br/>
8 sparnocchi<br/>
½ spicchio di aglio<br/>
5 foglioline di niebitella<br/>
Due fette di mollica  di pane<br/>
1 uovo<br/>
olio extra vergine di oliva<br/>
peperoncino, sale e pepe quanto basta<BR><BR>Tempo occorrente : circa 30 minuti<BR><BR>Pulire accuratamente i calamaretti, togliendo gli occhi e la vescichetta lasciando attaccati i tentacoli. Pulire le carote e gli zucchini, tritarli finemente. Pulire accuratamente gli sparnocchi, sgusciarli togliendo il filo intestinale; cuocere i crostacei in una padella con due cucchiai di olio extra vergine di oliva, aglio e peperoncino per alcuni minuti.<BR><BR>Scolare i crostacei dalla padella, eliminare testa e coda, lasciando solo la polpa.<BR><BR>Si versano nell’olio di cottura degli sparnocchi le carote, gli zucchini, le foglie del basilico, la niebitella e l&#8217;aglio schiacciato molto bene. Fare soffriggere il tutto dolcemente e quando le verdure saranno ben appassite unire il pane, tagliato a piccoli pezzetti in maniera che si ammolli assorbendo il liquido delle verdure.<BR><BR>Si passano le polpe dei crostacei un attimo dal frullatore, poi si aggiunge tutto il contenuto della padella e si lascia frullare il tutto per pochi attimi.<BR><BR>Versare il ricavato in una capace terrina, unire l&#8217;uovo, il sale, il pepe, mescolare accuratamente e riempire con questo composto le piccole sacche dei calamaretti.<BR><BR>Per compiere questa operazione possiamo servirci di un saccaposh.<BR><BR>A mano a mano che riempiamo i calamaretti, li adagiamo in una pirofila uno vicino all&#8217;altro, cospargendoli con un poco di olio extra vergine di oliva, sale e pepe.<BR><BR>Si mette la teglia in forno a circa 200° per circa 10 minuti.</p>
<p>Una ricetta di un secondo di pesce saporita, facile, e speciale.</p>
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		<title>Con radici nella tradizione, a scuola di potatura della vite</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 16:04:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Colombo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tasca d’Almerita]]></category>
		<category><![CDATA[viticoltura di qualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Nasce la prima Scuola Italiana di  Potature della Vite]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nasce dall’idea di due tecnici friulani, Marco Simonit e Pierpaolo  Sirch, che si definiscono “preparatori d’uva”, la prima Scuola Italiana di  Potature della Vite.<BR><BR>La scuola è il risultato di un lungo lavoro che Simonit  e Sirch hanno iniziato oltre 20 anni fa e che li ha portati a mettere a punto un  nuovo metodo di potatura “soffice” – con radici nella tradizione, che preserva  la vite dal precoce deperimento a cui si è assistito negli ultimi anni-  denominato “Metodo Simonit &amp; Sirch”. Dalle loro sperimentazioni è infatti  emerso che il segreto della longevità della vite dipende in particolare da una  potatura corretta, che non provochi ferite sulle porzioni vitali della pianta.  <BR><BR>L’obiettivo è di recuperare l’antico mestiere del potatore che, come un  chirurgo, decide il destino della vite con interventi il più possibile  rispettosi della salute della pianta, che permettono addirittura di raddoppiarne  l&#8217;età, il che significa importante risparmio per le aziende, riduzione  considerevole dei costi in vigna con la diminuzione delle ore di potatura (dal  30 al 50%) e piante longeve che danno uve (e quindi vini) di qualità superiore.  Un nuovo mestiere antichissimo, quello del potatore, a torto considerato umile,  che riacquista quindi nuova dignità e apre ai giovani interessanti prospettive  nel settore della green economy.<BR><BR>Affiancati nel loro percorso dal prof.  Attilio Scienza, uno dei luminari della viticoltura di qualità italiana, i due  tecnici e la loro équipe sono oggi consulenti di una quarantina di aziende fra  le più prestigiose a livello nazionale. Fra quelle che hanno abbracciato la loro  filosofia e adottato il loro metodo ci sono Angelo Gaja e Spinetta in Piemonte;  Bellavista in Franciacorta; Ferrari, Cavit, San Leonardo e Pojer&amp;Sandri in  Trentino; Hofstatter e Tenuta Manincor in Alto Adige; il Gruppo Italiano Vini,  San Felice, Podere Forte e Col d’Orcia in Toscana; Feudi di San Gregorio in  Campania; Planeta e Tasca d’Almerita in Sicilia, oltre a importanti aziende in  Friuli.<BR><BR><br/>
Il loro lavoro, fra l&#8217;altro, ha anche un&#8217;interessante valenza  ambientale, dato che preserva il paesaggio agrario italiano, varissimo, ed oggi  a rischio di omologazione a causa delle colture intensive.<a href="http://www.simonitesirch.it/" ></a></p>
<p><a href="http://www.simonitesirch.it/" >www.simonitesirch.it</a></p>
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		<title>Il cibo kasher secondo Moni Ovadia</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 15:39:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Spinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[cibo kasher]]></category>
		<category><![CDATA[einaudi editore]]></category>
		<category><![CDATA[hummus]]></category>
		<category><![CDATA[moni ovadia]]></category>
		<category><![CDATA[torah]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cibo kasher raccontato da Moni Ovadia. Se bastasse solo questa frase a descrivere il nuovo libro culinario di Einaudi Editore, &#8220;Il conto dell&#8217;ultima cena&#8221;, sarebbe un vero delitto nei confronti della letteratura e della cultura ebraica euro-mediorientale. Si può definire questo piccolo manuale come un pamphlet enogastronomico tendente al vegetariano, tra il sacro del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il cibo kasher raccontato da Moni Ovadia. Se bastasse solo questa frase a descrivere il nuovo libro culinario di Einaudi Editore, &#8220;Il conto dell&#8217;ultima cena&#8221;, sarebbe un vero delitto nei confronti della letteratura e della cultura ebraica euro-mediorientale. Si può definire questo piccolo manuale come un pamphlet enogastronomico tendente al vegetariano, tra il sacro del Vecchio Testamento e il profano delle storielle ebraiche. La tradizione del kasherut indica i cibi che si possono o meno consumare secondo le rigide regole della Torah giudaica. Partendo da qui il colto musicista Moni Ovadia racconta ricette, aneddoti e memorie culinarie legate alla sua cultura, sefardita e o askenazita che sia. Dal falafel al capretto, dall’hummus alla manna divina: il panegirico della cucina kasher è arrivato, ed è biblicamente molto accattivante. Parola di Moni Ovadia.</p>
<p>“Il conto dell’ultima cena”</p>
<p>Einaudi Editore</p>
<p>Lingua italiano</p>
<p>140 pagine</p>
<p>16 euro</p>
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		<title>Fausto Arrighi e Paolo Marchi intervista doppia</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 14:20:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Sironi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[chef italiani]]></category>
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		<description><![CDATA[Intervista doppia a Fausto Arrighi e Paolo Marchi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista doppia a due grandissimi critici enogastronomici italiani: Fausto Arrighi, direttore della Guida Michelin Italia, e Paolo Marchi, ideatore di Identità Golose; 15 domande per scoprire chi sono e cosa pensano le grandi voci dell&#8217;alta cucina italiana. <BR><BR>Dopo le interviste ai migliori chef italiani arrivano le voci dei critici! 15 botta e risposta per far conoscere il carattere di due dei più famosi critici enogastronomici italiani, per l&#8217;appunto Fausto Arrighi e Paolo Marchi. Un&#8217;intervista simpatica a cui si sono prestati perchè davvero forse non c&#8217;è cucina italiana senza critica e senza esperti, e loro di certo lo sono. Capaci, oltre che di esprimerre un giudizio, di aiutare a migliorare, che è la cosa più importante, e di far conoscere la grande cucina italiana nel mondo.  <BR><BR>Ringraziamo quindi i due critici per aver risposto alle nostre domande, durante la permanenza di ItaliaSquisita al congresso italiano della cucina d&#8217;autore Identità Golose 2010<br/>
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