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La nuova cucina calabrese di Caterina Ceraudo

Tra le chef donne e i ristoranti in Calabria da provare, Caterina Ceraudo del “Dattilo” a Strongoli (KR) sta edificando una nuova cucina calabrese gourmet.
Eravamo rimasti alla stella Michelin del 2012, quella presa in Calabria al Ristorante Dattilo dal grande chef lucano Francesco “Frank” Rizzuti. Ma ora che la collaborazione è finita, il gentiluomo padrone di casa Roberto Ceraudo ha voluto aprire la stagione 2013 con una nuova impronta, quella della figlia minore Caterina. E le cose appaiono eccelse, ancora.   Il Dattilo è un luogo meraviglioso nella campagna calabrese, in provincia di Crotone, a Strongoli, nella località Dattilo appunto. È un borghetto in mano alla famiglia Ceraudo, gestione familiare da capogiro, caratterizzata dal buongusto per lo stile country chic (o shubby chic) e il lusso gourmet in cucina. Roberto Ceraudo produce vino e olio, in regime biologico da quasi vent’anni. Garanzia di sicurezza: stanze in appartamenti antichi, piscina tra ulivi millenari, giri in trattore tra i campi coltivati, il mare a 10 minuti e quindi il ristorante Dattilo, ora in mano alla figlia Caterina Ceraudo.   Umile ma curiosa di scoprire le antiche ricette delle vecchie signore calabresi, e adesso anche volenterosa cuciniera dopo aver studiato e lavorato alla corte del maestro Niko Romito a Castel di Sangro in Abruzzo, nella sua prestigiosa scuola di Alta Formazione. Caterina è giovane, ventisei anni, con una laurea in enologia e varie esperienze enoiche in Italia e nella regione di Bordeaux ma con una chiara passione per l’arte gastronomica. Proprio nel 2012 s’iscrisse alla scuola alta formazione di Niko Romito, a Castel di Sangro, per iniziare un percorso di studio in cucina potendo esprimere il suo desiderio di realizzare un sogno studiando con l’umiltà che la contraddistingue e la volontà di acquisire elementi tecnici fondamentali per questa nuova avventura.   La guida autorevole del cuoco abruzzese è proseguita con uno stage di Caterina al Reale mettendo a frutto anche i nuovi elementi del menù che evidenziano proposte di un territorio con il chilometro zero: battuto di carne Podolica, cozze-patate e riso, spaghetti con borragine e ricotta salata, filetto di maiale con caramello di cipolle al limone e purea di fave oppure un semplice pollo-patate e rosmarino sono alcuni dei piatti della nuova carta. Un menù che evidenzia un messaggio chiaro: un vero ritorno alle origini. Molti degli ingredienti in cucina arrivano direttamente dall’azienda agricola Ceraudo che vanta, oltre la produzione di vini e oli, anche di arance, mandarini, fichi, pere estive e albicocche senza scordare l’erbario e l’orto variegato. In casa Ceraudo si allevano polli, galline e le uova freschissime rigorosamente bio. Un pensiero di riscoperta del territorio calabrese con un accurato controllo di filiera. Una nuova fresca e giovane cucina calabrese, grazie Caterina Ceraudo!   Info e prenotazioni: www.dattilo.it  

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