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    Paolo Massobrio e Golosaria 2010

    Paolo Massobrio e Golosaria

    Intervista al gastrofilo Paolo Massobrio per carpire origine e segreti di uno degli eventi enogastronomici più importanti d’Italia, Golosaria 2010.

    Il giornalista enogastronomico Paolo Massobrio rivela a ItaliaSquisita com’è nata Golosaria, e i segreti e gli appuntamenti più interessanti di questo evento. Tra Milano e Torino Golosaria è cresciuta molto negli ultimi anni, grazie soprattutto alla competenza offerta nei contenuti del Golosario e nella GuidaCritica&Golosa di Paolo Massobrio e Marco Gatti. La loro impronta è semplice e diretta: il “meglio e sano” al servizio di tutti, famiglie in primis! Ma sentiamo dalle sue stesse parole cosa significa pensare, far crescere e iperbolizzare un progetto così importante tra gli eventi enogastronomici come quello di Golosaria 2010. Grazie mille a Paolo Massobrio e al suo appuntamento dal 6 all’8 novembre 2010!

    Quando e perché è nata l’idea di Golosaria?

    Quando abbiamo scoperto che attorno a questo lavoro di scoperta dei territori riportato sul Golosario c’erano mondi che si volevano incontrare: i consumatori volevano conoscere i volti e le storie dei produttori e a sua volta i ristoratori cercavano queste autenticità. Golosaria è diventato il luogo di incontro, a Milano e a Torino, quasi un modo per sfogliare un libro vivente.

    Perché Milano come sede?

    Le sedi in realtà sono due: Milano e Torino. E sono le due città dove abbiamo presentato 9 anni fa a Milano e 19 anni fa a Torino la GuidaCritica&Golosa. Ma il momento della presentazione era talmente partecipato che abbiamo deciso di aprirlo anche al pubblico e per più giorni.

    Qualche chicca ed evento particolare all’interno di Golosaria 2010?

    Intanto l’area “Coeur in man”, dedicata a quelle realtà sociali che hanno scelto il gusto come elemento educativo e di riscatto delle persone che seguono. Ma a Golosaria si parlerà anche di bere responsabile e di colazione con prodotti di stagione, fino alla cucina che tiene presente il dilemma dello spreco. Poi ci saranno i 100 migliori vini d’Italia scelti da 9 anni con Marco Gatti, la sala delle birre, che è una novità di quest’anno, il forum degli spumanti e lo spazio lounge della Lombardia con i piatti tipici di sei province lombarde, che usano questa occasione per codificare una tradizione o per presentare alcune novità, come la bresaola di carne di razza varzese della provincia di Milano e tanto altro.

    Tu ti occupi di “gastro” e Marco Gatti di “eno”?

    No siamo colleghi su tutto, ma siamo soprattutto amici nella vita e nel lavoro e proprio per questo ci divertiamo molto quando creiamo un evento o immaginiamo i nostri libri. Credo che alla base della risposta che Golosaria ottiene ogni anno ci sia questa amicizia che è un senso di positività che ci sentiamo di trasmettere agli altri.

    Puoi spiegare in tre righe in cosa consiste il Club di Papillon?

    È un movimento di consumatori che reputa il gusto una cosa importante. E quindi lo vuole conoscere, perché conoscendo questo aspetto positivo, bello, si comincia a conoscere più se stessi, la nostra origine. È lo stesso motivo per cui le opere sociali scelgono questo strumento per richiamare alla dignità umana. La nostra preoccupazione è aiutare la famiglia a prendere sul serio questo aspetto, che non è un fattore per ricchi o per poveri, ma un dato, che si può conoscere più a fondo rispetto alla superficialità con cui certa pubblicità ci propina i suoi prodotti.

    Il miglior ristorante lombardo secondo le tue allenate papille?

    Se devo pensare all’esperienza di quest’anno, il mio cuore batte per Mantova e la sua provincia. Ho riscoperto la sontuosità della cucina dell’Ambasciata di Quistello, che è un’esperienza che merita fare almeno una volta nella vita!

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