Lago d’Orta
Avevamo già parlato della splendida cena che si è tenuta sul lago d'Orta il 30 novembre, iniziativa di solidarietà per la Comunità di Sant'Egidio cui partecipavano molti dei nostri chef più amati. (articolo) L'iniziativa, ospitata all’hotel l’Approdo di Pettenaso, si è rivelata un grande successo: gli organizzatori hanno raccolto oltre 17000 euro da devolvere alla Comunità di Sant'Egidio per acquistare le borse della spesa per le famiglie indigenti della Provincia di Novara, in collaborazione con i Service Club di Novara. Facciamo i complimenti a tutti per la bella riuscita di questa splendida cena dove le stelle italiane hanno...
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Antonino Cannavacciuolo era appena tornato da un viaggio in Giappone, nella grande e affascinante Tokio, quando ad un'intervista ci ha raccontato la sua emozione e il divertimento . È stato due settimane insieme ai suoi più stretti collaboratori, Fabrizio Tesse e Graziano Cacioppoli. «Siamo partiti per motivi di lavoro, visto che dovevamo cucinare per 500 persone in 5 giorni. Il tema era la cucina italiana d’autore in Giappone. Abbiamo cucinato, ma non solo: abbiamo girato il mercato del pesce, abbiamo mangiato anguille nel ristorante centenario Ishibashi, abbiamo conosciuto una brigata tutta nipponica. Uno spettacolo!». Antonino Cannavacciuolo sembra davvero entusiasta del soggiorno...
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«Toni venne a “L’Approdo”, sul Lago d’Orta, quando aveva circa 20 anni per fare una stagione di 3-4 mesi. Ci conoscemmo e qualcosa di speciale scoppiò in un istante. Dopo due anni, nel 1997, ci fidanzammo. Il 28 febbraio 1999 aprimmo “Villa Crespi”, quando avevamo 23 e 24 anni. Una pazzia, però eravamo pieni di entusiasmo». Così iniziano le parole di Cinzia Primatesta, moglie di Antonino Cannavacciuolo e responsabile dell’accoglienza a “Villa Crespi”. Una famiglia, Primatesta, che lavora nel mondo dell’accoglienza da generazioni. Come Antonino, anche lei ha un carattere forte, deciso e determinato: si vede che iniziare ad amministrare...
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«La mia cucina è solare, viva, giovane, intraprendente e stimolante; il mio menù segue le stagioni e per pensarlo, partorirlo e scriverlo sudo e dimagrisco come non mai. Quando medito un piatto vivo in un mondo a parte, rifletto al 100% e poi magari non lo assaggio neppure perché so già nella mia mente come sarà il suo sapore finale». La stagionalità è predominante nella sua cucina, ma non la territorialità perché lo chef ama mescolare ingredienti che provengono da habitat diversi. «Il pomodoro va mangiato d’estate, e qui nessuno mi può contraddire, anche perché mi ricorda le mie origini sorrentine,...
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