mercato Tsukiji
LA CUCINA ITALIANA ALL'ESTERO HA SUCCESSO COME SI RACCONTA? «A Tokyo ci sono circa tremila ristoranti italiani, ma solo il 5% ha personale o cuochi italiani. La maggior parte dei cuochi sono ragazzi giapponesi formatisi o con esperienze lavorative in Italia. Comunque sì, ha sempre un enorme successo». MENTRE LEI HA SOLO PERSONALE "MADE IN ITALY"? «Beh, no, sarebbe vietato per legge… nei miei ristoranti gli chef, i direttori di sala, i sommelier, sono sempre italiani, ma il resto del personale è misto. I ragazzi giapponesi con cui lavoro sono sempre persone eccezionali, interessate, molto metodiche». QUAL È IL SUO RAPPORTO CON LA TRADIZIONE...
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Antonino Cannavacciuolo era appena tornato da un viaggio in Giappone, nella grande e affascinante Tokio, quando ad un'intervista ci ha raccontato la sua emozione e il divertimento . È stato due settimane insieme ai suoi più stretti collaboratori, Fabrizio Tesse e Graziano Cacioppoli. «Siamo partiti per motivi di lavoro, visto che dovevamo cucinare per 500 persone in 5 giorni. Il tema era la cucina italiana d’autore in Giappone. Abbiamo cucinato, ma non solo: abbiamo girato il mercato del pesce, abbiamo mangiato anguille nel ristorante centenario Ishibashi, abbiamo conosciuto una brigata tutta nipponica. Uno spettacolo!». Antonino Cannavacciuolo sembra davvero entusiasta del soggiorno...
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